Maldive
Curiosità sui nomi maldiviani

Le Maldive sono un arcipelago ricco di tradizioni e usanze particolari, un esempio riguarda l'uso dei nomi.

Non vi è molta varietà per quanto riguarda il nome dei maldiviani, solitamente tendono a identificarsi tra loro con un'unione tra il nome dell'isola di nascita, quello dei parenti più vicini (nonni e genitori), il nome della casa della famiglia e la loro occupazione.

In quest'ultimo secolo c'è stata un'introduzione, il cognome, cosa che ha confuso la popolazione maldiviana non poco. In Dhivehi, la lingua ufficiale parlata alle Maldive,"cognome" si dice Vanan, ovvero "soprannome".

Similarmente alla tradizione cinese, il cognome viene posizionato prima del nome e solo in alcune località degli atolli centrali viene cambiata la regola. Un esempio è il nome "Guifuku Don Kalo" dove il primo è il cognome, il secondo il vezzeggiativo o soprannome e al terzo posto il nome di nascita. In questo caso "Don" in Dhivehi significa "giusto", onesto ma possiamo trovarne molti altri come ad esempio il diffuso "Kuda", che significa "il piccolo".

Un'usanza ancora più particolare riguarda i bambini che spesso non ricevono un nome fino all'età di 7-8 anni. Esiste la credenza, infatti, che non chiamare un bambino con il suo nome proprio possa preservarlo dalla morte prematura o dalle malattie.

Capita spesso sulle isole che i bambini arrivino a scuola senza conoscere il loro vero nome, ma soltante il vezzeggiativo o dei soprannomi con cui vengono chiamati abitualmente. Il motivo di questa credenza? Questo accorgimento impedisce al diavolo, o agli spiriti maligni, di chiamare i bambini con il loro nome, e quindi di avere il potere di sottrarli a questo mondo.

Alcune volte si usano anche nomi aggiuntivi di protezione come "Maraduru" (lontano da me la morte) o "Rakkalu" (proteggimi).

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